Francesca Vidoli ha la tentazioni fortissima di guardarsi allo specchio. Ma non ci riesce, anzi, evita proprio di farlo. Ha paura. Di che cosa? Se dovesse fronteggiarsi davanti a uno specchio, ‘occhi su occhi’ teme di spararsi addosso un sonoro e irricevibile CRETINA!
Lo ha sempre fatto, di specchiarsi ‘occhi su occhi’. Fin da bambina. Prima di tutto gli occhi. Il resto a seguire. Viso, collo, capelli, petto… tutta insomma la superficie della sua pelle lei l’ha sempre attentamente scrutata. Ma come lo fa qualsiasi donna. Cioè per ottenere dallo specchio delle banali conferme estetiche: sono ancora carina? oddio, non avrò già delle rughe! no, guarda che pelle fresca… etc. etc.
Gli occhi, invece, lei non si è mai limitata solamente ad osservarli. Fra gli occhi che guardavano di Francesca e gli occhi di Francesca che rispondevano dallo specchio si è sempre instaurato piuttosto un ragguardevole dialogo muto. Un tête a tête irrinunciabile, quotidiano, come se in quel preciso momento lei prendesse contatto con se stessa: “ci sei sempre dunque… eccoti lì… en avant cara”. Come se gli occhi intimi che interrogavano e gli occhi riflessi nello specchio appartenessero a due persone leggermente diverse, le quali però fronteggiandosi ‘occhi su occhi’ si rassicurassero a vicenda.
Per questo motivo mi sono sempre guardata allo specchio? Si chiede Francesca. Specchi di casa, specchi dei bar, specchi dell’ospedale …continua a leggere
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