Michele è nato in un giorno piovoso; gli piace bere caffè, stare sveglio e pensare. I suoi genitori si sono allontanati quand'era all'asilo e da allora la sua vita è stata doppia, come quelle dei supereroi: di giorno badante per il padre invalido e di notte bambino per la madre professoressa. Quando aveva 14 anni proprio la madre si è trasferita, portandolo appresso in un posto privo di molto e distante da tutto (per lasciarlo gli ci sono voluti 10 anni ma è contento perché potevano essere di più). Dal 2006 ha studiato arte, cinema e soprattutto grafica alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Dal 2009 è andato a stare da solo, nella stessa città, in un monolocale discutibile che non supera i 15 metri quadri, nel quale l'acqua filtra se fuori piove e l'intonaco viene via; malgrado ciò era ed è tuttora casa sua (la prima, anche se da piccolo ne ha cambiate un sacco) e nello stesso anno, quello della crisi mondiale, ha conosciuto qualcuno per cui cambiare. Lunedì 22 febbraio 2010 si è laureato discutendo una tesi che tratta di un piccolo film tratto da un piccolo libro che ha scritto nella sua piccola stanza (gli piace scrivere); prima e dopo la qualifica di dottore (dall'autunno del 2009 all'estate del 2010) ha abitato a Londra, dove ha imparato la lingua inglese lavando i piatti e servendo i bicchieri. Al momento ha una ragazza che non vuole che scriva che ha una ragazza, un MacBook e un posto tutto suo; quindi ha molto e per esser felice gli basta poco, ad esempio cercare di capire cosa fare da grande.













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