“Allora, signor Giulio Cesare, se mi concede un’intervista, le prometto di non interrogarla sui suoi progetti di presa del potere in Roma, interrotti da Bruto e dai suoi complici uccidendola…”
“La ringrazio… S’immagini: quando decine di pugnali penetrarono nella mia carne, non avevo proprio il tempo di analizzare il voltafaccia dei miei protetti e amici.”
Cesare Segre scrive di letteratura da una vita e non è uno fra i tanti: figuratevi che ai miei esami mi chiedevano di parlare della sua introduzione invece che dell’opera dell’autore. Un mostro sacro.
Nato nel 1928 ha pubblicato questo libricino (nemmeno 100 pagine nell’edizione Einaudi) solo nel 2010.
Tuto questo discorso di introduzione per dire che non si tratta di puri racconti di fantasia e basta: sono l’espressione di anni di studio e di amore per una materia. È questo che secondo me emerge come prima impressione dalle parole dei racconti, ancora prima di quelle della postfazione dell’autore: una passione per le storie che la letteratura, italiana e non, ha raccontato.
Il libro è costituito per l’appunto da 10 racconti molto brevi che presentano strutture diverse: abbiamo un’intervista con Giulio Cesare, la vera storia di Madame Bovary dal punto di vista del povero e sottovalutato marito, la ribellione di uno dei personaggi che Dante ha messo in Paradiso e molto altro.
Sono storie impossili, ribaltamenti di miti e leggende o rivisitazioni da un punto di vista limitato, inversioni della realtà letteraria che faranno ridere il lettore per la schiettezza dei personaggi e l’irrivererenza nei confronti degli scrittori che li hanno inventati e che faranno sorridere di complicità anche i critici più musoni.
E per chi di letteratura non avesse mai potuto sopportare più di cinque minuti nemmeno alle superiori, beh, il libro è anche per loro: nessun professore si sognerebbe mai di raccontarvi delle disfatte amorose di Alfieri e di fargli fare brutta figura o degli apprezzamenti di Isotta per la bellezza del suo Tristano.
Eppure in questo libro è proprio un professore, e uno dei più illustri, a farlo; quindi l’unica cosa è approfittare di questa piccola escursione nella letteratura e godersela.
Piccola nota: non mancano, con sottile ironia, frecciatine alla situazione italiana attuale, che rendono il tutto ancora più interessante, soprattutto se l’autore di queste allusioni è Giulio Cesare in persona.










31/05/2012 alle 07:35
mamma mia non vedo l’ora di leggerlo!secondo te lo trovo online??
31/05/2012 alle 07:40
certo, mi pare ci sia in parecchie librerie online… :)