Emir Kusturica si racconta, in questo libro che “strombetta”, come le musiche di un suo film. Nel millenovecentosessantuno Jurij Gagarin volò nello spazio, e io andai a scuola. Inizia così il primo dei diciassette capitoli contenuti in questa biografia stralunata che il regista spiega voler essere il tentativo di non finire nell’oblio del dimenticatoio e dell’equivoco. Ma non solo questo. Voglio scrivere un libro e spazzare meticolosamente le sale del mio cervello in cui vagano ricordi, e poi, con l’aiuto di tutti gli angeli scrittori, dai quali ho imparato a pensare e a parlare, separare da quel mucchio ciò che altrimenti finirebbe nascosto, come un sole dietro le nuvole.
Kusturica ripercorre la propria vicenda personale e la storia della sua famiglia; la sua giovinezza, fatta di incontri e studi all’estero (all’Accademia di Praga guarda un po’..), la nascita del suo primo film e di quelli successivi, il rapporto con il suo paese natio dal quale, volente o nolente, non riesce a staccarsi. La storia della Bosnia, di Sarajevo, i suoi suoni, la voce delle persone nelle strade lo rincorrevano anche quando si trovava in America a girare Arizona Dream (l’unica collaborazione internazionale).
Dove sono in questa storia è il frutto di quindici anni di riflessione, anni che hanno attraversato la storia della Jugoslavia e la terribile guerra che ha coinvolto i Balcani dopo la morte di Tito. L’autore definisce questo libro “diario politico di un idiota” a sottolineare il fatto che, nonostante in questi anni si sia tentato di coinvolgerlo nella “questione bosniaca” e nella politica del suo paese (data la sua fama internazionale), lui stesso ammette che qualsiasi sua dichiarazione sarebbe perfettamente stupida e inutile perché la politica non è mai stata né una sua attitudine né un suo interesse. Io ardevo dalla voglia di inserirmi nella discussione su Tito e il rock’n'roll. Non sapevo come fare colpo, finché non mi venne in mente di raccontare il mio sogno sulla staffetta di Tito. All’inizio Kotnik sbarrò talmente gli occhi che in fretta e furia cambiai la mia storia: il sogno l’aveva fatto un mio compagno di classe. Quando arrivai alla fine e dissi che l’amico inventato aveva colpito Tito con la staffetta, lui scosse la testa e respirando disse…”.
Consiglio questo libro a chi come me ama i suoi film e la storia dei balcani. Kusturica, oltre a svelarci molti aneddoti sui suoi film e sul suo paese, propone l’adattamento letterario del film della sua vita.
Dove sono in questa storia, Emir Kusturica, I Narratori Feltrinelli 2011










15/11/2011 alle 11:53
ma ho sentito dire che vuole fare un film sul libro “Il ponte sulla Drina” per caso nel libro ne parla?
19/11/2011 alle 17:20
mmm nel libro non ne parla, come non parla nemmeno della sua ultima produzione “Promettilo!”. Propabilmente l’autore ha scritto il libro qualche anno fà ma l’ha pubblicato solo di recente:)