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02/2012

Il nome del vento di Patrick Rothfuss

articolo di Federico Fontani

Categorie Fantasy Romanzo

di Patrick Rothfuss

“Ho sottratto principesse a re dormienti nei tumuli. Ho ridotto in cenere la città di Trebon. Ho passato la notte con Felurian e me ne sono andato sia con la vita, sia con la sanità mentale. Sono stato espulso dall’Accademia a un’età inferiore a quella in cui la maggior parte della gente viene ammessa. Ho percorso alla luce della luna sentieri di cui altri temono di parlare durante il giorno. Ho parlato a dèi, amato donne e scritto canzoni che fanno commuovere i menestrelli. Potresti aver sentito parlare di me.”

Lo ammetto: mi sono lasciato ammaliare da questo arrogante incipit, ma vediamo la trama:

La Pietra Miliare, una locanda come tante, nasconde un incredibile segreto. L’uomo che la gestisce, Kote, non è davvero il mite individuo che i suoi avventori conoscono. Sotto le sue umili spoglie si cela Kvothe, l’eroe che ha fatto nascere centinaia di leggende. Il locandiere ha attirato su di sé l’attenzione di uno storico, che dopo un lungo viaggio riesce a raggiungerlo per cercare di convincerlo a narrare la sua vera storia.

Questo libro attinge a piene mani da autori come Tolkien e Martin, ma al tempo stesso se ne discosta; reinterpretando i classici, Rothfuss riesce a emozionare e stupire il lettore, mantenendo però scorrevole l’azione.

È conveniente seguire con attenzione i dialoghi tra i personaggi, per poter comprendere meglio usi, costumi e differenze tra le popolazioni che animano il romanzo; l’autore infatti non fornisce spiegazioni di sorta in questo senso, ma distribuisce sapientemente indizi in tutto il romanzo.

In fondo però, l’ambientazione e i personaggi secondari non sono altro che un contorno, una sfumatura che aiuta a concentrarsi sull’eroe della situazione.
Kvothe, che è la vera colonna portante del romanzo, viene descritto in maniera magistrale; Rothfuss ha creato uno dei personaggi più complessi che mi sia mai capitato di “incontrare” su carta. Lui stesso costruisce i racconti che lo porteranno ad essere definito eroe, spesso travalicando quelle che sono state le sue gesta effettive; perchè è un uomo, e come tale non è infallibile. Kvothe è un personaggio che sbaglia, malgrado il suo intuito e le sue capacità(o forse proprio per questo) gli riesce difficile comprendere gli altri, in particolar modo Denna, il suo grande amore.

È uno dei miei libri preferiti, e so’ che questa recensione non rende l’onore dovuto a quest’opera.

Perchè consiglio questo libro? Perché parla di amicizia, amore, crescita personale, avventura e lo fa in modo fresco e toccante; è indicato anche a chi non ama il fantasy, vista la forte componente psicologica.

Unici difetti riscontrati sono stati: il prezzo (€16,50) e un editing poco accurato.
Il nome del vento di Patrick Rothfuss, casa editrice Fanucci.

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I commenti (6)

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