Byron,Kierkegaard, Kafka, Chechov e un professore di letteratura che si definisce “Libertino fra gli eruditi ed erudito fra i libertini”: ecco i protagonisti di questo romanzo, il secondo della trilogia che vede protagonista il tormentato, edonista, letterato e molte volte disperato David Kepesh ( il primo romanzo è Il seno e l’ultimo L’animale morente).
Un’anatomia dettagliata del desiderio, delle necessità vere o meno che siano (in fin dei conti cosa cambia? se per noi sono vere allora lo diventano) dell’uomo, declinate fino agli episodi più volgari e al limite del grottesco.
Ma a questo ci ha abituati Roth: prende un sentimento, lo esagera incarnandolo in un personaggio contraddittorio eppure così umano e lo porta ai suoi limiti, per vedere cosa ne può tirare fuori.
E, in questo caso, ne esce un romanzo sulla dicotomia del piacere: su quanto possa essere dilaniante e allo stesso tempo non si possa fare a meno di cercarlo, la fatica che costa raggiungerlo e mantenerlo e soprattutto dove realmente riusciamo a trovarlo.
Vediamo crescere David Kepesh attraverso le donne delle quali si innamora: Brigitta, Elisabeth, Helen… fino a Claire.
Claire, che nella sua innocenza, nella sua metodicità si rivela essere tutto quello che David non aveva mai cercato nelle sue amanti e di cui invece ha sempre avuto bisogno.
Ma c’è un verbo che ricorre da un certo punto del romanzo, da quando Claire entra nella vita di David: “accontentarsi”.
“Ho deciso si accontentarmi di questo, mi basta. Niente di più”, ecco la frase che suggella le relazioni di David con Claire, come anche di Helen, la sua ex moglie, con il nuovo marito.
E così si insinua il dubbio: è veramente questo l’unico modo di rimanere sani, di non impazzire per una relazione in cui due anime troppo irruente e troppo deboli allo stesso tempo cercano di stare insieme? E dove sta allora il piacere?
In un delicato equilibrio fra attrazione e rinuncia, fra l’istinto di abbandonarsi a quello che si sente e quello di sopravvivenza; o forse, come per il personaggio di David, nell’evoluzione, nel compiere l’intero percorso da un estremo all’altro fino al punto medio.
Il professore di desiderio, Philip Roth, casa editrice Einaudi










15/03/2012 alle 14:25
L’articolo mi è piaciuto un sacco e ora il libro mi incuriosisce molto :)
16/03/2012 alle 09:22
Te lo presto volentieri! Ma a patto che poi tu ti legga anche l’ “Animale morente”, che è il seguito, con tanto di film annesso ( con Ben Kingsley e Penelope Cruz)…