Io adoro questo libro, è carico di una serie di significati che vanno al di là di una storia originale, conturbante e meravigliosamente raccontata. Dorian Gray è odioso e irresistibile. Superbo, come il suo autore.
Dorian è perfetto: la sua innocenza e le sue sembianze angeliche mandano in estasi chiunque abbia a che fare con lui, egli non è solo bello, egli incarna l’ideale stesso di bellezza senza età e senza macchia e, al tempo stesso, porta su di sé tutto il drammatico peso della caducità della sua fortuna, condannata a sfiorire in breve tempo sotto gli impietosi attacchi del tempo. Destino, questo, comune a tutti gli uomini ma che, nel caso di Dorian, promette di essere ancora più spietato, dovendo intaccare e deturpare tanto splendore.
La sua rovina ha inizio quando, da modello di bellezza e ispiratore per l’arte del pittore Basil Hallward, Dorian diventa fedele discepolo del malizioso Lord Henry, un dandy viziato e spregiudicato che per primo instillerà in Dorian il germe della sua ossessione.
“Quando la giovinezza se ne sarà andata, la sua bellezza la seguirà e improvvisamente si renderà conto che non ci saranno più trionfi per lei, oppure dovrà accontentarsi di quei mediocri trionfi che il ricordo del passato renderà più amari di sconfitte. Ogni mese che passa la avvicina a qualcosa di tremendo. Il tempo è geloso di lei e combatte contro i suoi gigli e le sue rose. Il suo colorito si spegnerà, le guance si incaveranno, gli occhi perderanno luminosità. Soffrirà, orrendamente… Ah! Approfitti della giovinezza finché la possiede. Non sprechi l’oro dei suoi giorni ascoltando gente noiosa, cercando di migliorare un fallimento senza speranza o gettando la sua vita agli ignoranti, alla gente mediocre, ai malvagi. Questi sono gli obiettivi malsani, i falsi ideali della nostra società. Deve vivere! Vivere la sua vita meravigliosa che è in lei! Non lasci perdere nulla! Cerchi sempre sensazioni nuove. Non abbia paura di nulla.”
Per gioco e per rabbia, mosso da una insensata gelosia nei confronti del meraviglioso quadro – opera di Basil – che lo ritrae in tutto il suo splendore, Dorian esprime il desiderio che gli orrendi segni del tempo risparmino il suo volto, il suo corpo e il suo spirito, per accanirsi invece sull’immagine beffarda del suo ritratto.
Immagine che, sebbene impressa su una tela, sembra quasi consapevole dell’immortalità che le è stata donata a discapito del suo corrispettivo vivente, Dorian, che sente tutto il peso e l’ingiustizia di questa differenza.
Quando si rende conto dei primi - inizialmente impercettibili, poi sempre più evidenti - cambiamenti nel ritratto, Dorian capisce di essere stato inspiegabilmente esaudito e si lascia travolgere da un nuovo delirio di onnipotenza.
Accecato dall’ideale estetico, perde di vista tutto il resto e si concentra sul suo unico, ossessionante, abbagliante e volgarissimo scopo: godere della sua fortuna, del dono che a nessun altro è stato riservato se non a lui, l’eterna bellezza e gioventù.
Nascosto il ritratto – ingombrante coscienza che gli mostra quanto corrotto sia il suo animo – ed intrappolato nello stadio estetico, Dorian non ha la capacità e la forza morale di prendere in mano la propria vita e rimediare al male fatto.
Dopo trent’anni di dissolutezza, alle prese con un drammatico bilancio esistenziale, Dorian Gray viene colto da quella nausea, da quella disperazione kierkegaardiana tipica dell’esteta che realizza quanto inconcludente e meschino sia il perseguimento del suo fine, quanto superficiale sia stata la sua devozione al culto della bellezza.
Troppo corrotto ormai per comprendere a fondo la portata della sua nuova consapevolezza e incapace di fare il salto verso la “vita etica”, agirà nell’unico modo che conosce, con il furore e l’irrazionalità che lo hanno contraddistinto per tutta la vita.
Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, casa editrice Mondadori













20/02/2012 alle 14:38
fantastico!
il mio libro preferito forse
21/02/2012 alle 16:55
Già. Io non so dire di un libro che sia il mio preferito, perchè mi sembra di sminuire tutti gli altri che amo, ma di sicuro è tra quelli che rileggo sempre con piacere!
21/02/2012 alle 20:09
Lo lessi a 16 anni e non mi piacque. Lo rilessi a 25 e mi piacque molto.
http://allegriadinubifragi.wordpress.com/
25/02/2012 alle 22:00
Uno dei miei libri preferiti in assoluto… riletto tantissime volte!!!!