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02/2012

Le balle di Darwin

articolo di Alessandro Missana

Categorie Evoluzione Teorie scientifiche

“Il darwinismo in sé non ha prodotto l’olocausto, ma senza il darwinismo [...] né Hitler né i suoi seguaci nazisti avrebbero avuto i necessari puntelli scientifici per convincere se stessi e i loro collaboratori che una delle più grandi atrocità della storia mondiale era in realtà moralmente lodevole” R. Weikart, storico.

La fine della seconda guerra mondiale vede l’inizio (in sordina, fino all’esplosione dagli anni ’70 in poi) dell’economia liberista: il darwinismo ne è la base biologica per la competizione necessaria al libero mercato capitalistico. Milton Friedman, probabilmente l’economista liberale più famoso, sostiene che solamente una crisi, reale o percepita, può portare a dei veri cambiamenti. Guardiamo ai nostri giorni, e assistiamo alle liberalizzazioni e alla “monotonia del posto fisso”. Il liberismo è competizione: in altri termini, l’accentuarsi costante e irreversibile della disparità tra ricco e povero.

Se a livello economico il mondo ha intrapreso una strada di non-ritorno (la crisi che stiamo vivendo ora, nel mondo e soprattutto in Italia, ne è la prova oggettiva più lampante, per questo ti consiglio di leggere il saggio gratuito Il più grande crimine di Paolo Barnard), anche a livello sociale non siamo messi meglio. La cultura della non-cultura prevale ovunque. Siamo nichilisti, senza valori e senza scopo. Tutto è il frutto del caso, il più debole soccombe sempre sul più forte e non c’è spazio per sentimentalismi. I raccomandati, i delinquenti, i ladri, i furbi, questi compongono la società forte. Questi comandano. Ma il darwinismo lo giustifica, avviene così in natura e così deve essere anche nella nostra società.

Perché dilungarmi su questa terribile realtà? Di che libro voglio parlarvi oggi?

Il libro che menziono oggi è un libro che smonta, un passo alla volta, la teoria darwiniana dell’evoluzione. Si chiama Le balle di Darwin ed è scritto da Jonathan Wells. Ho deciso di non scrivere troppo a proposito del contenuto, perché sarebbe troppo tecnico, troppo noioso e troppo lungo. Anche se non ne parlo non significa che esso sia senza un fondamento scientifico, così campato in aria. Anzi, secondo Wells la teoria senza un fondamento scientifico sarebbe proprio quella darwiniana. Comunque, ho iniziato l’articolo in questo modo perché, dopo aver enunciato il libro (e le mie idee), le due obiezioni che mi si fanno sono quasi sempre “A che scopo insegnare il darwinismo fin dalle scuole elementari, se questo è palesemente sbagliato” e “Allora tu sei un creazionista e credi che i fossili di dinosauro siano stati messi li da Dio come prova di fede”; alla prima obiezione credo quindi di aver risposto. La seconda denota ignoranza, a volte arroganza e stupidità. Come sempre, non tutto deve essere forzatamente bianco o nero. In questo modo, chi non crede all’evoluzione darwiniana non è detto che, per forza di cose, debba essere un creazionista.

Questo libro non è per tutti. Bisogna avere una buona elasticità mentale e avere delle mini basi di conoscenza. Spero comunque di aver colto almeno l’attenzione di qualcuno. Lo scopo ultimo dell’articolo è di incuriosire e magari provocare una scintilla, quella voglia di conoscenza che va al di là del condizionamento imperante. Se vuoi saperne di più ti invito a leggere questo libro. Per ulteriori approfondimenti puoi consultare anche il blog del biologo Enzo Pennetta, www.enzopennetta.it, o comprare il suo libro (che io non ho ancora letto) Inchiesta sul Darwinismo.

Quello che è, ancora non lo so, ma quello che non è, è sicuramente il darwinismo.

Le balle di Darwin di Jonathan Wells, casa editrice Rubbettino

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