“Storia di due bugiardi” sono le prime parole ad aprire la raccolta di alcuni racconti dell’autore.
Poche frasi ed entriamo nel villaggio di Janov, insieme a Glicka, la prima delle donne del libro, e la descrizione di lei, le reazioni degli abitanti, i favori e le moine, gli intenti e la vicenda, tacitamente diventano uno spazio intorno al lettore.
Spazio pieno del rumore del racconto, caldo, polveroso, altre volte umido e gretto; agitato dagli umori, dagli slanci e i ripiegamenti degli uomini, delle donne, giovani, vecchi, grassi o emaciati, ingenui o scaltri, redenti o incalliti.
Si ode il lamento del desiderio, il crepitio dell’ambizione e dell’orgoglio, la bramosia della preghiera, la discrezione della menzogna, il mormorio della strada e della calunnia.
Dentro questo clamore una voce presiede le altre e in un incanto paragonabile a quello che la narrazione popolare per l’infanzia può creare, conduce ogni racconto alla meta, ognuno dei caratteri che disegnano i personaggi alla sua resa.
La meta è buia, ma nelle pagine pietose essa diviene, pur nella sua amarezza, dolce e luminosa come la poesia.
Una raccolta sporca e santa, dal sapore sacrale.
Da consumare lentamente.
L’ultimo demone di Isaac Bashevis Singer, casa editrice Garzanti









