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02/2012

Palomar, Italo Calvino

articolo di Cora Chiavedale

Categorie Letteratura Romanzo

di Italo Calvino

“Mi misi a scrivere dei pezzetti con il solo signor Palomar, personaggio in cerca d’un armonia in mezzo a un mondo tutto dilaniamenti e stridori.”

I mondi di Palomar sono il terrazzo, la città, il giardino, il cielo e Paolomar stesso, Palomar che osserva, si sforza di vedere, immagina, riflette.

Percorsi che gli occhi e la mente, metodici e impazienti, iniziano da un’onda, da un geco, dagli storni e dalla spiaggia, mordendosi la lingua o aspettando la fila circondati dai prodotti in un negozio di gastronomia. E poetici e rigorosi insieme ti sollevano, prendendo forme imprevedibili, verso lontananze che diventano avvistabili, o profondità desiderose di risposte che non sanno che desiderarne ancora.

E allora gradualmente, in cerchi sempre più stretti e malfermi, o bruscamente, mentre Palomar nervoso ha già voltato le spalle all’impresa,  poggiamo di nuovo i pedi a terra.

E la scrittura dell’autore è come musica che detta il ritmo dell’avventura.

L’avventura di ogni momento, l’avventura degli occhi di Palomar nell’incontrare ogni cosa e nel volerla vedere; e in essa leggere l’ordine e il disordine della natura; necessità, possibilità, o infinito; o ancora il silenzio o la parola.

Un romanzo, una serie di racconti, un discorso sul metodo o un’enciclopedia per riscoprire un’esercizio inestimabile; semplicemente Palomar.

Palomar di Italo Calvino, casa editrice Mondadori

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