<< mi ricordo… Palazzo Sello, via Gorizia, il loro fascino; la Bauhaus di Udine; i professori, il fascino delle materie artistiche; gli amici, le avventure nei laboratori; i libri della biblioteca, le interrogazioni; le gite scolastiche, la ricreazione; il clima “Sello”, il profumo della trementina; l’emozione di Parigi; il minestrone e le patate, il movimento studentesco; i maestri del design; … >>
Ogni studente, insegnante e bidello (o meglio..personale ATA come piace essere chiamati a loro) può raccontare qualcosa di diverso approposito di questa strana scuola che è il Sello. Cinquantanni di storia per una scuola non sono pochi, soprattutto per un istituto artistico che ha visto ciondolare per i suoi corridoi futuri grafici, illustratori, pittori, architetti, stilisti, gioiellieri, registi e fotografi. Chi, in tutta Udine, non si ricorda delle creste colorate, i jeas strappati, le borse a bisaccia e le mitiche Converse ricoperte di scritte che uscivano dalla sede di Piazza I Maggio?
La nostra storia, intendo quella dei figli del Sello, inizia nel 1959 quando il vecchio mobilificio di proprietà di Giovanni Sello viene lasciato al Comune con l’obiettivo di fondare, anche nel capoluogo friulano, una scuola d’Arte che fosse erede dell’ottocentesca istituzione scolastica di arti e mestieri. Le prime discipline artistiche ad essere insegnate furono: Arte del legno e dei metalli, Arte del tessuto, del tappeto e dell’arazzo; poi nel giro di sette anni si aggiunse anche il corso di Arti della Grafica e della Fotografia. La scuola crebbe in grandezza (perchè negli anni ’80 si aggiunse allo stabile centrale anche l’ex Colonia elioterapica di via Gorizia) e nella disponibilità di corsi sempre più specifici, inaugurando la sezione di Rilievo e Catalogazione e Disegno Industriale. Negli anni sessantottini il Sello fù in prima linea nell’organizzazione di manifestazioni e la sua indole ribelle continua fino ad oggi, come si è visto nel 2009 quando, per protesta verso la riforma dell’istruzione, la scuola è stata occupata “con tanto amore” (come diceva uno degli striscioni). Quello che distingue questo istituto dagli altri è il forte spirito di espressione che anima gli studenti, la voglia di fare e la soddisfazione che si ottiene quando un progetto prende forma, la collaborazione con gli altri, il senso di legame che unisce professori e ragazzi e un pizzico di competitività che è tipica degli artisti in fasce. Quando mi chiedono che scuola ho frequentato, rispondo con orgoglio << il Sello >>, perchè nonostante i pregiudizi che molti hanno verso questa scuola, non esattamente convenzionale, mi sento fiera e fortunata di averla vissuta.
Nell’autunno dello scorso anno è finalmente uscito uno straordinario libro che raccoglie un piccolo universo fatto di immagini, fotografie, testimonianze e ricordi relativi all’Istituto Sello, dalla sua nascita ai giorni nostri. Alla descrizione storica succede la presentazione dei vari corsi, dalla loro istituzione alla situazione contemporanea. Poi passando per il corso di teatro, quindi il Palio studentesco, e ancora il progetto Aliante, si arriva al capitolo “Giornate della Creatività” (forse il momento dell’anno più atteso da ogni studente). Ma la sorpresa più bella si trova a pagina 412 e a pagina 416-417 dove, in due fotografie molto grandi e dettagliate, figurano prima i volti dei professori nel 1995 e poi nel 2003. Non serve neanche dire che l’indice comincia a scorrere automaticamente tra quei volti alla ricerca dei propri prof. o di quelli immancabilemte famosi come il preside De Ruosi, al centro come fosse il punto di fuga della prospettiva selliana. Sello 1959-2009 è un libro davvero ricco di emozioni per chiunque sia a lui imparentato almeno un pò. L’incredulità che si prova vedendo una propria opera o fotografia su quelle pagine è davvero immensa (parlo per esperienza perchè io stessa figuro nel libro…in una foto che è stata storica per la mia classe)! Solo l’équipe di professori che si sono uniti per dare vita a questo libro, poteva essere in grado di compiere un lavoro simile che, come un diario di bordo, preserva pensieri, ricordi e ambizioni degne di essere scritte.
Dedico questo articolo a Tristano. Tra le pagine del libro è rimasto immortalato anche il suo indimenticabile sorriso.
Sello 1959-2009, Forum editrice, Udine 2011









